Le 5 regole per il servizio del vino

Le 5 regole per il servizio del vino

1.     A casa servire il vino è compito di chi ospita. Nei locali pubblici, la regola è che il primo ad essere servito e ad assaggiare il vino è chi ordina (e spesso lo paga); a casa, invece, se non vi è un ospite di esperienza riconosciuta, è bene che chi ospita assaggi il vino per evitare spiacevoli sorprese agli invitati.

2.     Nei locali Il rituale del servizio professionale vuole che la bottiglia si mostri da sinistra, con l’etichetta ben in vista, ma si serva da destra, in senso orario, con un tovagliolo sotto il collo della bottiglia, quando non vengono impiegati moderni salvagoccia, mentre l’altra mano tiene il fondo della bottiglia stessa.

3.     L’ordine di servizio dei vini va generalmente dal più leggero al più strutturato, da quello con il grado alcolico minore a quello con gradazione più elevata; e si procede, in genere, dal vino bianco, al rosé, al rosso, con aromaticità e persistenza crescenti. Unico permesso di retromarcia con i vini da meditazione o dessert, abbinabili anche a portate particolari (foiegras, alcuni piatti a base di interiora o di formaggi erborinati, e, secondo una moda francese, anche ad alcuni tipi di ostriche).

4.     Le temperature di servizio sono importantissime: in generale spumanti e champagne si servono tra 6° e 8°, ma fanno eccezione (con temperature meno basse) i grandi millesimati, i particolarmente strutturati, quelli da basi elevate in legno; i bianchi tra 8° e 12°, secondo struttura e complessità; i rosé e i rossi partono da 12°, fino ad una temperatura di 18° per i vini più strutturati e complessi. Da ricordare che abbassando la temperatura diminuisce in ogni la sensazione di dolcezza e di alcolicità.

5.     I bicchieri a tavola si mettono prima del vino e si lasciano fi no a fine pasto, procedendo nell’uso dall’esterno all’interno. È preferibile scegliere un bicchiere – che il galateo vuole impugnato per lo stelo o per la base, mai per il calice perché il vino si scalda e perché le mani hanno un loro odore – in cristallo sottile trasparente senza decorazioni per apprezzare tutte le caratteristiche del vino. Per spumanti e champagne usate la flûte, perché l’altezza esalta il perlage e l’imboccatura stretta concentra i profumi; ma per prodotti più maturi e complessi è preferibile un calice più ampio e panciuto; mentre la coppa è adatta solo a spumanti dolci e aromatici. Per vini bianchi e rossi giovani, ma anche i vini da dessert un calice di medie dimensioni leggermente svasato; mentre per i rossi più importanti un calice ampio. Ogni vino però si può dire che abbia il suo bicchiere.

 

 

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